Agenda 21 locale

Il Piano d’azione internazionale Agenda 21, al capitolo 28, riconosce un ruolo fondamentale alle autorità locali nella realizzazione dell’obiettivo dello sviluppo sostenibile:

“ Dato che molti dei problemi e delle relative soluzioni individuati da Agenda 21 hanno origine su base locale, la partecipazione e la cooperazione delle autorità locali sarà un fattore determinante nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Le autorità locali, infatti, costruiscono, mantengono e rinnovano le infrastrutture economiche, sociali e ambientali, sovrintendono a processi di pianificazione, stabiliscono politiche e regolamentazioni ambientali e concorrono all’attuazione delle politiche ambientali, nazionali e regionali. Quale livello di governo più vicino alla popolazione, giocano un ruolo vitale nel sensibilizzare e nell’educare la propria comunità e nel rispondere ad essa in materia di sviluppo sostenibile.” (cap. 28)

Agenda 21 rivolge, quindi, un preciso appello alle comunità locali affinché traducano attraverso programmi e interventi concreti, i principi generali della sostenibilità fissati a livello internazionale. Il ruolo centrale delle aree urbane è legato al fatto che ormai l’80% della popolazione mondiale vive appunto in città e metropoli. Lo spazio urbano si sta caratterizzando sempre più come il luogo della complessità dove si concentrano fattori contrapposti come la crescita del benessere e del degrado. La città è al tempo stesso luogo della modernizzazione e della contraddizione, si regge su un equilibrio dinamico altamente instabile dove la tensione potrebbe anche trasformarsi in conflitto. A21L viene proposta come uno strumento per gestire in modo coordinato e partecipato la complessità delle aree urbane e si caratterizza come un processo multi-settoriale e partecipativo, in cui i diversi soggetti della realtà locale sono invitati dall’amministrazione a costituire un forum dove individuare, attraverso un rapporto sullo stato dell’ambiente, i problemi di sostenibilità dell’ambito territoriale di riferimento  e, quindi, in un secondo momento a definire e attuare un Piano d’azione strategico di lungo periodo volto a gestire tali problematicità.

Il percorso di Agenda 21 Locale

Il processo di A21L si innesca con un impegno ufficiale dell'amministrazione locale (Giunta e/o Consiglio comunale/provinciale/regionale) in termini di risorse finanziarie e umane, che si impegna a realizzare un Piano di Azione di A21L. Segue una prima individuazione e coinvolgimento degli attori locali (stakeholders) che rappresentano la comunità locale nella sua totalità, per definire i principi generali di una visione condivisa di sviluppo sostenibile di lungo termine, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, tradotta in documento di intenti.

Il luogo di confronto e di coinvolgimento della comunità locale e dei suoi diversi portatori di interesse avviene principalmente tramite la costituzione di un apposito Forum, che potrà essere articolato in diversi gruppi di lavoro tematici cui partecipano i rappresentanti degli settori coinvolti, personale dell'amministrazione e membri del Consiglio comunale. Successivamente i gruppi di lavoro tematici affrontano i problemi, le cause e gli effetti relativi ai singoli temi, sia dal punto di vista soggettivo dei vari attori, sia con analisi oggettive attraverso attività di auditing ambientale, rapporti sullo stato dell'ambiente esistenti e appositi indicatori, nonché altre fonti di informazione esistenti sugli aspetti economici e sociali locali.

I gruppi di lavoro, al fine di essere efficaci ed efficienti in termini di tempo, risorse disponibili e di gestione delle dinamiche di gruppo, potranno essere coadiuvati dall'intervento di esperti esterni o interni all'amministrazione per il coordinamento e la gestione del processo, per facilitare e guidare le discussioni dei gruppi tematici o per coordinare le analisi necessarie alla comprensione dello stato di fatto sulle problematiche esistenti. L'attività dei gruppi di lavoro costituisce una documentazione/bilancio aggiornato su aspetti quantitativi, qualitativi e gestionali, relativi allo stato dell'ambiente, degli aspetti sociali ed economici. I risultati dell'analisi vengono sottoposti alla valutazione generale degli altri gruppi di lavoro e del Forum, alla cittadinanza interessata e al Consiglio comunale.

Il lavoro della prima fase rappresenta anche una piattaforma per definire obiettivi di miglioramento da avviare nei singoli settori, a cui vanno collegate specifiche azioni per attuarli. Formulati gli obiettivi generali, devono essere individuate le priorità di intervento, alla luce della loro fattibilità tecnica, delle risorse disponibili, dei tempi di realizzazione, degli interventi già esistenti, mediante anche il supporto tecnico di esperti interni ed esterni all'amministrazione.

Definite le priorità di intervento, devono essere individuati i target (o obiettivi specifici e misurabili) dell'azione prevista e valutate le opzioni di attuazione in termini di impatto ambientale, sociale e di costi/efficacia. Segue la fase di predisposizione dei programmi d'azione tematici per ogni target. Questo passaggio prevede la definizione delle fonti informative, degli interventi, degli strumenti economici, regolativi  e di comunicazione. Questa fase prevede anche un'analisi della compatibilità tra i programmi e la loro coerenza rispetto ai principi generali della visione di lungo termine.

Successivamente viene elaborata una bozza di Piano di Azione Ambientale che contiene tutti gli elementi descritti precedentemente, che viene sottoposta a discussione al Forum, alla Giunta e al Consiglio comunale e alla cittadinanza attraverso appositi incontri, dibattiti e documentazione. Alla luce delle osservazioni e dei suggerimenti pervenuti, sono introdotte le integrazioni e le modifiche necessarie, che costituiscono il Piano d'Azione finale, da adottare ufficialmente dal Consiglio Comunale.

Segue la fase di attuazione del Piano che prevede l'identificazione dei funzionari responsabili per realizzare i programmi, a cui il Consiglio dovrebbe assegnare le risorse finanziarie appropriate. Sono definite parallelamente le attività di monitoraggio per verificare il grado di realizzazione dei programmi rispetto al target stabilito e, se necessario, i dovuti aggiustamenti per il loro adattamento.

L'ultima fase della valutazione e revisione, che deve essere gestita da parte del Forum, dell'Amministrazione e della cittadinanza, è finalizzata a determinare l'efficacia complessiva dei programmi portati a termine valutandone i risultati e le cause di eventuali insuccessi. Alla luce delle valutazioni, basate su indicatori qualitativi e quantitativi, si passa alla revisione dell'intero processo al fine di aggiornare il Piano di azione con nuovi target o con azioni appropriate per raggiungere più efficacemente i target definiti precedentemente, il tutto in un'ottica di miglioramento continuo.

Questo è il percorso guida teorico consigliato dall'ICLEI, utilizzato (anche se adattato al contesto e alle condizioni locali) da moltissime autorità locali in Europa. E' evidente che, pur non essendo l'unico possibile, rappresenta un percorso consolidato, riconosciuto a livello internazionale e soprattutto permette un possibile confronto sullo stato di attuazione e il grado di miglioramento dei processi di A21L nei vari paesi.

 

Le fasi del processo di Agenda 21 locale

ATTIVAZIONE DEL PROCESSO
  • Sensibilizzazione dei Decisori Sociali Locali
  • Formazione dei Dirigenti e Funzionari dell'Ente Locale
  • Adesione formale alla Carta di Aalborg ed ai principi di sostenibilità dello sviluppo
COINVOLGIMENTO DEL PUBBLICO 
  • Comunicazione e informazione dei cittadini su Agenda 21 Locale
  • Incontri con i portatori di interesse locale 
COSTITUZIONE DEL FORUM
  • Formazione e gestione del Forum
  • Confronto su bisogni, risorse e obiettivi, mediando i potenziali conflitti tra interessi diversi
PREDISPOSIZIONE DEL QUADRO DIAGNOSTICO
  • Relazione sullo Stato dell'Ambiente Locale
  • Audit interno all'Amministrazione Locale (ISO 14001; EMAS)
  • Scelta di indicatori di sostenibilità
  • Valutazione delle Politiche dell'Ente Locale
INDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITA' E DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI
  • Individuazione di scenari futuri di sviluppo locale
  • Definizione di strategie di intervento
  • Selezione di obiettivi
  • Individuazione di priorità
COSTRUZIONE DEL PIANO D'AZIONE AMBIENTALE
  • Individuazione dei settori di attività e dei fattori di pressione sull'ambiente locale
  • Definizione di obiettivi generali di sostenibilità locale a medio e lungo termine
  • Individuazione di obiettivi specifici quantificabili e verificabili tramite indicatori adeguati
  • Articolazione delle priorità di perseguimento degli obiettivi
  • Individuazione degli attori; definizione di ruoli, quantificazione dei costi
ADOZIONE DEL PIANO D'AZIONE AMBIENTALE
  • Pubblicazione della "Proposta di Piano d'Azione Ambientale"
  • Consultazione allargata alle forze politiche, sociali, economiche e culturali locali
  • Adozione formale del Piano da parte dell' Amministrazione Locale
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE
  • Attivazione del Piano individuando risorse umane e finanziarie
  • Monitoraggio, valutazione del Piano
  • Modifiche del piano in funzione degli obiettivi

 

Lavori svolti