Lo sviluppo sostenibile

 

Lo Sviluppo Sostenibile si profila per il nostro Pianeta come una delle principali sfide del prossimo millennio in campo sociale, economico e ambientale. A prescindere dall'approccio culturale e dalla percezione personale su questo concetto, rimane per tutti ineluttabile la sfida di preparare una società che sappia coniugare la tutela dell'ambiente con lo sviluppo sociale ed economico , in modo durevole ed accessibile per le generazioni future.

Le definizioni alla base di un nuovo concetto

Lo sviluppo sostenibile inteso come modello di sviluppo sociale ed economico è quello che "soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le capacità delle generazioni future di soddisfare i propri" Esso contiene due concetti chiave: il concetto di bisogni, in particolare i bisogni primari dei poveri del mondo, ai quali deve essere data assoluta priorità, e l'idea di limiti imposti dallo stato della tecnologia e dell'organizzazione sociale sulla capacità dell'ambiente di soddisfare i bisogni presenti e futuri. 
(1987 - World Commission on Environmental and Development (WCED), nota come Commissione Brundtland)

Secondo il concetto di capacità di carico (carryng capacity) dell'ambiente si intende per sviluppo sostenibile da un punto di vista ecologico il "miglioramento della qualità della vita, senza eccedere le capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende".
(1991 World Conservation Union - United Nation Environment Programma - World Wide Fund for Nature)

La sostenibilità del sistema Società, Economia, Ecologia comporta la necessità di "lasciare alle future generazioni almeno tante opportunità quante ne abbiamo avute noi". 
(1996 World Bank)

Da un punto di vista delle relazioni esistenti tra la scala territoriale locale e globale lo sviluppo sostenibile è quello in grado di offrire "servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità senza danneggiare i sistemi naturali, culturali e sociali su cui si basa tale soddisfazione e senza ridurre le potenzialità di sviluppo sostenibile delle comunità locali in altre parti del mondo". 
(1997 International Council for Local Environmental Iniziatives)

 

Lo sviluppo sostenibile come nuovo paradigma

Una chiara e attuale vocazione allo Sviluppo Sostenibile  deve caratterizzarsi per:

  • Dimensione ambientale, sociale ed economica
  • Visione di lungo periodo
  • Qualità della vita
  • Approccio sistemico ai problemi ambientali
  • Integrazione delle politiche ambientali con le politiche settoriali

Da alcuni anni, soprattutto dopo la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo di Rio nel 1992 e l'approvazione dell'Agenda 21, programma per lo sviluppo sostenibile per il XXI secolo, diversi progetti e iniziative sono stati promossi a livello internazionale, nazionale e locale da parte di Governi, amministrazioni locali, associazioni di categoria, Organizzazioni Non Governative e vari network per attuare processi di Agenda 21 Locale. In questo contesto rivestono un ruolo fondamentale le Amministrazioni Pubbliche locali nel promuovere ed attuare azioni condivise per la sostenibilità, in quanto soggetti di governo più vicini ai cittadini ed ai vari attori sociali ed economici nel conoscere i problemi locali e nel trovare le risposte più appropriate.
Sebbene esistano molte definizioni di "sviluppo sostenibile", quelle più note ufficialmente e riconosciute a livello internazionale sono due: quella sancita dalla Conferenza di Rio, che dichiara: "lo sviluppo che soddisfa i bisogni delle persone esistenti senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni". L'altra, più specifica, definita nel 1991 dal Programma Ambiente dell'Onu (Unep), dalla World Conservation Union (IUCN) e dal Fondo Mondiale per la Natura (WWF) come "il soddisfacimento della qualità della vita mantenendosi entro i limiti della capacità di carico ( carrying capacity) degli ecosistemi che ci sostengono". 
Ognuno dei due elementi del concetto di sviluppo sostenibile, concetto per sua natura dinamico, ha tre dimensioni: ambientale, sociale ed economica.

Nonostante le varie definizioni esistenti, emergono tre aspetti di fondo dello sviluppo sostenibile:

  • Arrestare il degrado ambientale
  • Migliorare la qualità della vita e l'equità tra le attuali generazioni
  • Impedire l'impoverimento delle future generazioni

Lo sviluppo socialmente sostenibile è quello che mantiene la coesione di una società e la sua capacità di sostenere i suoi membri nel collaborare insieme per raggiungere obiettivi comuni, parallelamente al soddisfacimento dei bisogni individuali di salute e benessere, di nutrimento e riparo adeguati, di espressione e identità culturale e di impegno politico. Lo sviluppo economicamente sostenibile è la dimensione più ardua da raggiungere delle tre. Esso è inteso come sviluppo per il quale il progresso verso la sostenibilità sociale e ambientale si realizza attraverso risorse economiche disponibili.

Per raggiungere lo sviluppo sostenibile nelle sue varie dimensioni sono quindi necessari azioni ed interventi di diversa natura e a diversi livelli:

  • soluzioni tecnologiche
  • soluzioni di re-distribuzione delle risorse
  • strumenti di mercato
  • valori individuali e stili di vita
  • riforme istituzionali ed economiche

 

Le principali tappe per l’affermazione di un principio

  • 1972   Stoccolma - Svezia Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano
  • 1980   Strategia Mondiale per la conservazione
  • 1983   Commissione mondiale su sviluppo e ambiente
  • 1987   Rapporto Brundtland - Il Nostro Futuro Comune
  • 1992   Rio de Janeiro - Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo
  • 1993   Piano Nazionale per lo sviluppo sostenibile in Italia
  • 1994   Aalborg - Danimarca 1ª Conferenza Europea sulle città sostenibili
  • 1996   Lisbona - Portogallo 2ª Conferenza europea sulle Città Sostenibili
  • 2000   Hannover - Germania 3ª Conferenza europea sulle Città Sostenibili
  • 2001   VI Piano d'Azione Ambientale 2002/2010 dell'UE
  • 2002   Johannesburg - Sud Africa Vertice Mondiale sullo Sviluppo sostenibile

 

Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici - United Nations Framework Convention on Climate Change da cui l'acronimo UNFCCC o FCCC - è un trattato ambientale internazionale prodotto dalla Conferenza sull'Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED, United Nations Conference on Environment and Development), informalmente conosciuta come Summit della Terra, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992.. Il trattato, come stipulato originariamente, non poneva limiti obbligatori per le emissioni di gas serra alle nazioni individuali; era quindi legalmente non vincolante. Invece, esso includeva previsioni di aggiornamenti (denominati "protocolli") che avrebbero posto i limiti obbligatori di emissioni. Il principale di questi è il protocollo di Kyōto, che è diventato molto più noto che la stessa UNFCCC.
Il FCCC fu aperto alle ratifiche il 9 maggio 1992. Il suo obiettivo è "raggiungere la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra in atmosfera a un livello abbastanza basso per prevenire interferenze antropogeniche dannose per il sistema climatico". 
Secondo i termini dell'UNFCCC, avendo ricevuto le ratifiche di più di 50 Paesi, il trattato entrò in vigore il 24 marzo 1994. Da quel momento, le parti si sono incontrate annualmente nella Conferenza delle Parti (COP) per analizzare i progressi nell'affrontare il cambiamento climatico, iniziando da metà degli anni 1990, per negoziare il Protocollo di Kyoto per stabilire azioni legalmente vincolanti per i Paesi sviluppati per ridurre le loro emissioni di gas serra.

Le Conferenze delle Parti (COP)

  • COP-1 - il Mandato di Berlino
  • COP-2 - Ginevra, Svizzera
  • COP-3 - il Protocollo di Kyōto sul Cambiamento Climatico
  • COP-4 - Buenos Aires
  • COP-5 - Bonn, Germania
  • COP-6 - L'aia, Olanda
  • COP-7 - Marrakesh, Marocco
  • COP-8 - Nuova Delhi, India
  • COP-9 - Milano, Italia
  • COP-10 - Buenos Aires, Argentina
  • COP-11 - Montreal, Canada
  • COP-12 - Nairobi, Kenia
  • COP-13 - Bali, Indonesia
  • COP-14 - Poznan, Polonia
  • COP-15 - Copenaghen, Danimarca

 

 

Strumenti per lo Sviluppo Sostenibile

 1. Strumenti regolamentativi (Command and Control): imposizioni di limiti e divieti ambientali la cui osservanza è sottoposta a controlli e verifiche istituzionali ed il cui superamento è sanzionato amministrativamente e/o penalmente.

 2. Strumenti economici (tariffe, tasse, sanzioni amministrative, sussidi, diritti negoziabili):  incidono sui costi di produzione e consumo promuovendo processi e comportamenti meno inquinanti.

 3. Strumenti volontari:

  • accordi volontari: sono basati sulla collaborazione tra soggetto pubblico e soggetti economici considerati interlocutori chiave per fornire soluzioni ai problemi ambientali. Possono essere stipulati a livello comunitario, nazionale o regionale e possono assumere la forma di impegni unilaterali, da parte dei soggeti economici privati, riconosciuti dalle amministrazioni pubbliche;
  • SGA - sistemi di gestione e audit ambientale per gli enti e le imprese (tra i quali le Certificazioni EMAS e ISO 14001): consentono di valutare in modo sistematico l'efficienza dell'organizzazione (pubblica e privata) e il sistema di gestione ambientale.
  • Contabilità Ambientale: distinta in contabilità ambientale nazionale e in contabilità ambientale di impresa indica una riorganizzazione della contabilità tradizionale includendo nuove voci di costo, riclassificazioni di voci tradizionali e riaggregazioni tali da fornire informazioni affidabili e utili per le attività di controllo di gestione e di comunicazione.
  • EPD - Dichiarazione Ambientale di Prodotto: documento che consente di comunicare informazioni oggettive confrontabili e credibili, relative alle prestazioni ambientali dei prodotti
  • LCA - Life Cycle Assessment: la valutazione del ciclo di vita dei prodotti in relazione al consumo di materia prima ed ai conseguenti potenziali impatti ambientali (fase di produzione - fase d'uso - fase di fine vita)
  • ECO-LABEL EUROPEO - Etichetta ecologica: è uno strumento sviluppato dalla Comunità Europea (regolamento 880/92) rivolto a prodotti industriali di largo consumo. Si possono fregiare del marchio (una margherita) i prodotti caratterizzati da prestazioni ambientali secondo criteri prefissati dalla Commissione Europea
  • GPP - Green Pubblic Procurement: acquisto, da parte della Pubblica Amministrazione di prodotti a ridotto impatto ambientale con il duplice scopo di:
  • Politiche Integrate di Prodotto (IPP-Integrated Product Policy ): rappresenta la più avanzata politica ambientale oggi disponibile in campo internazionale rivolta al miglioramento continuo della prestazione ambientale dei prodotti. 
  • Reporting ambientale: conoscenza dello stato dell'ambiente locale, delle cause del suo deterioramento e delle azioni correttive da intraprendere.
  • V.I.A Valutazione di Impatto Ambientale: è una procedura amministrativa che si applica a progetti di determinati impianti ed opere pubbliche e private, individuate dalla legge 10/99. Ha lo scopo di prevedere ed evidenziare gli effetti reversibili ed irreversibili sulla natura e sull'uomo, valutare le alternative e garantire l'informazione e la partecipazione dei cittadini.
  • V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica per i piani ed i programmi): finalità ultima della VAS è la verifica della rispondenza dei piani di sviluppo - finanziati dalla Comunità Europea nell'ambito dei Fondi Strutturali - con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, verificandone l'impatto ambientale complessivo.
  • Informazione, Comunicazione, Istruzione, Formazione ed Educazione ambientale: sono strumenti essenziali per suscitare consapevolezza ambientale e per promuovere la modifica dei comportamenti in tutti i settori della società.
  • Ricerca e innovazione tecnologica: la ricerca e l'innovazione tecnologica sono strumenti determinanti per lo sviluppo sostenibile consentendo di approfondire la conoscenza della natura come sistema complesso e per orientare l'economia verso la de-materializzazione, nel senso che - a parità di P.I.L. - si usano meno risorse naturali ed energetiche.
  • Agenda 21 Locale: il processo di Agenda 21 Locale consente di integrare attraverso la partecipazione ed il confronto su obiettivi condivisi i diversi strumenti che caratterizzano lo sviluppo sostenibile.